Nota dei curatori
Lavorare con la memoria è la chiave per dare
forma al futuro che, come un albero, non può crescere
senza delle solide radici. Il panorama musicale siciliano è molto
vario e presenta certamente moltissimi talenti di grande
valore, un albero promettente anche se per molti versi
ancora giovane.
Rosa Balistreri rappresenta indubbiamente le radici
e, seppure apparentemente lontane dalla musica che
gira intorno, radici estremamente moderne di un modo
di fare e vivere la musica. Il lavoro di Rosa e la
sua voce, infatti, restano ancora ispiratrici di molti
degli artisti che oggi operano in Sicilia o che a questa
terra sentono comunque di appartenere ovunque si trovino.
A partire dalla metà degli anni '60, e ancora
oggi, Rosa rappresenta la Sicilia in tutto il mondo
e viene considerata un'artista di grandissimo valore.
La pubblicazione di questa registrazione, amorevolmente
conservata negli archivi di quello che era un piccolo
studio privato e recuperata per una serie di coincidenze
straordinarie, viene data alle stampe, in occasione
di quello che avrebbe dovuto essere il suo ottantesimo
compleanno, quale gesto di affetto e di riconoscenza
nei suoi confronti ma anche, e soprattutto, quale promemoria
e gesto di affetto per tutti noi che viviamo in questo
presente, che guardiamo lontano, coltiviamo sogni ed
ambizioni e che, troppo spesso, dimentichiamo dove
poggiano le nostre radici e quanto le parole, tanto
più se affidate all'arte, sanno, possono e devono
essere precise e taglienti.
Buon ottantesimo, Rosa!
Francesco Giunta
Giovanni Callea |
Nota di Vittorio Vella
Quando un pomeriggio del febbraio del 1987 mio
zio Gigi venne a trovarci in compagnia di Rosa
nella nostra casa di Udine, certamente non immaginavo
che in quell'occasione avrei passato uno dei
momenti più intensi della mia vita. Ancora
oggi, a vent'anni di distanza, guardo a quel
giorno con emozione.
Al tempo, con i miei ventisei anni appena compiuti e il mio piccolo home
studio di registrazione, ero agli inizi delle esperienze lavorative nel campo
della ripresa audio e disponevo di pochi semplici mezzi tecnici.
Quando Rosa arrivò, ospite di zio Gigi
in occasione del suo compleanno, capii subito
che quell'incontro sarebbe stato molto importante
perché, anche se nato in Friuli, il mio
rapporto con la Sicilia è da sempre stato
saldo, merito dell'amore viscerale trasmessomi
da una famiglia compatta e profondamente legata
alla sua terra d'origine. A questo si aggiungeva
il fatto che, già da allora, avevo avuto
una buona frequentazione con la straordinaria
forza e bellezza della musica popolare siciliana.
Rosa aveva un modo diretto e immediato di rapportarsi
alle persone che le stavano attorno e questa
armonia, questo dolcissimo ritrovarsi a un migliaio
di chilometri di distanza da casa, aveva in sé qualcosa
di magico e di antico.
A un certo punto del pomeriggio, prima di cena,
invitai Rosa a cantare delle canzoni in quello
che al tempo era il mio studio (cioè la
camera da letto) e lei, con grande disponibilità,
mi regalò il contenuto di questo compact
disc.
Registrai Rosa in compagnia della cantante friulana
Barbara Dall'Armi, la mia compagna di allora,
che tra l'altro rimase così affascinata
da quell'incontro da fare per sempre suo quel
suono incredibilmente espressivo della Sicilia
continuando a proporre, all'interno del suo repertorio,
quelle canzoni ascoltate allora. La seconda voce
che si sente nella quarta traccia del disco è proprio
quella di Barbara Dall'Armi a cui chiesi di aggiungere
un controcanto qualche giorno dopo l'incisione
di Rosa.
In questi anni ho spesso riascoltato questa registrazione,
consapevole del fatto di avere fortuitamente
realizzato un piccolo frammento di storia della
musica popolare italiana.
Le seconde chitarre e il mandolino che si sentono
oltre alla voce e alla chitarra di Rosa le ho
suonate io qualche settimana dopo per colmare
dei vuoti d'arrangiamento. Sono state suonate,
spero, con grande discrezione e rispetto.
Le registrazioni sono state effettuate con un
registratore a bobine Teac A3440. Quel nastro
multitraccia purtroppo non esiste più.
Quello che si può ascoltare oggi è il
mix stereo realizzato qualche mese dopo, presumibilmente
prima dell'estate del 1987.
La storia di questo documento sonoro è tutta
qui, nella incredibile spontaneità con
cui nacque e nella voglia di Rosa di regalare
la sua straordinaria arte, passando quasi un'ora
davanti a due microfoni posizionati da un giovanotto
che quasi non conosceva.
Vittorio Vella |